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PER
PARTIRE |
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I volontari danno
la loro disponibilità a partecipare al progetto compilando debitamente una
scheda di partecipazione.
Ricevuta la scheda seguirà il primo contatto da parte dell’Organizzazione.
Per chi si iscrive ai campi in Kenya, Argentina, Palestina e Brasile è previsto
a Milano un colloquio di selezione, al termine della quale
verranno composte le equipe. Per chi partecipa ai campi nei Balcani non c'è
una selezione pre-partenza con colloquio individuale e ci si incontrerà alle
formazioni.
L'organizzazione si riserva in ogni caso la possibilità di rifiutare la partecipazione
a persone che, eventualmente, risultassero non adatte a questo tipo di esperienza.
A seguito dell’invio della scheda e della selezione, si paga la quota di iscrizione
al progetto di 80 euro che copre anche gli incontri di formazione e l’incontro
finale di verifica e non è in nessun caso rimborsabile.
I minorenni possono partecipare al progetto solamente in Bosnia e Kosovo,
previa autorizzazione scritta dei genitori o di chi ne fa le veci.
Per i campi in Kenya, Palestina, Argentina e Brasile l’età minima di partecipazione
è 23 anni.
I volontari
saranno divisi, in base alle loro disponibilità in turni ed equipe,
che si recheranno nei diversi periodi dell’estate nelle diverse località. Ogni
turno richiede la permanenza per un periodo di circa 2 settimane per i Balcani
e 3 settimane per gli altri paesi. Le equipe saranno costituite da un numero
minimo di 6/7 volontari a un massimo di circa 15, a seconda
del luogo nel quale si andranno a svolgere le attività.
In ogni equipe ci sarà un responsabile IPSIA che ha già fatto
attività nell’ambito del progetto e conosce la realtà nella quale si va ad intervenire
e sarà il riferimento tra l’equipe e l’Organizzazione in Italia e in loco. Nella
composizione delle equipe e dei turni verranno tenute in considerazione le disponibilità
di tempo e le preferenze di destinazione espresse nelle schede. Eventuali variazioni
di destinazione potranno essere proposte al fine di distribuire in maniera equilibrata
risorse e competenze e di garantire la realizzazione delle iniziative in tutte
le località proposte.
| per
i balcani |
per africa, palestina e america latina |
| iscrizione: 80 euro | iscrizione: 80 euro |
| assicurazione: circa 3 euro al giorno | assicurazione: circa 90 euro |
| viaggio: intorno ai 250 euro | viaggio: tra gli 800 e i 1400 euroa seconda della località |
| vitto: circa 7/10 euro al giorno | vitto: circa 7/10 euro al giorno |
| turismo responsabile: varia a seconda del luogo (vedi scheda progetto integrale) | |
| Per partecipare è necessario: |
|
| compilare la scheda di iscrizione in tutte le sue parti e spedirla entro i termini di chiusura iscrizione | |
| versare la quota di iscrizione di 80 euro (entro la prima formazione) | |
| frequentare i corsi di formazione | |
| versare la quota assicurativa | |
| avere i documenti per
l'espatrio in regola (Passaporto obbligatorio per Kosovo, Albania, Argentina,
Brasile, Palestina, Kenya. Carta d'identità per la Bosnia) |
|
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La scheda d'iscrizione
si scarica sul sito dal menù
scheda di partecipazione che
va inviata entro il 31 MARZO per Argentina, Brasile, Palestina
e Kenya
vainviata entro il 2 GIUGNO per Albania, Bosnia e Kosovo
Alla ricezione delle schede ogni volontario riceverà una risposta rispetto alla
pervenuta adesione.
La formazione
La partecipazione ai momenti di formazione è fondamentale per il progetto ed è obbligatoria. In caso di impossibilità a partecipare i volontari dovranno comunicarlo preventivamente all’organizzazione che vaglierà i singoli casi, eventualmente rifiutando la partecipazione al progetto.
Durante questi incontri si discuterà del progetto, dei contesti di azione, delle proprie motivazioni e aspettative e specialmente i volontari inizieranno a lavorare insieme per "amalgamarsi" in equipe e programmare le attività che andranno svolte durante l'estate.
Al termine del progetto, a fine settembre, ci sarà l’incontro finale di verifica. Anche questo è un momento molto importante, oltre che emozionante cui partecipare, perché lo scambio di impressioni, conoscenze, emozioni è la base da cui partire per lo sviluppo del progetto dell’anno successivo.
Le formazioni vogliono trasmettere il clima col quale si lavora, pertanto non sono momenti formali e didattici, ma molto improntati al gioco, inteso come veicolo di trasmissione di contenuti, le attività verranno strutturate in momenti di gruppo e momenti di equipe. Il fatto che si svolgano attività formative non frontali non significa naturalmente che la formazione sia meno seria.
Naturalmente la puntualità alle attività e la serietà nello svolgere le attività sono il requisito base che viene richiesto ai volontari.
Si consiglia vestiario comodo, ma sobrio, anche nel rispetto dei luoghi che ci ospitano, così come poi del resto si tratterà di fare quando si partirà per le proprie destinazioni.
Per le formazioni i volontari porteranno sacco a pelo, materassino, tazze, posate e piatti per mangiare.
Attenzioni e consigli
I diversi paesi
nei quali ci si reca, al di là delle specificità e dei problemi legati
alle singole aree, hanno la comune caratteristica di essere zone con grandi
sacche di povertà e conseguente diffusione della micro-criminalità. E’ vivamente
sconsigliato girare ostentando un tenore di vita comunque superiore a quello
degli autoctoni, quindi mostrando gioielli e oggetti preziosi, anche tecnologici
e andare in giro con cospicui quantitativi di denaro.
Rispetto ad alcune zone particolari (Africa, Palestina
e Brasile soprattutto) sarà necessario fare dei briefing sulla sicurezza e il
comportamento da tenere appena arrivati. In tutte le realtà si deve avere il
massimo rispetto sia verso la popolazione ospitante, sia verso le tradizioni
e le culture del luogo, ciò significa che anche nel vestiario occorrerà sempre
prestare attenzione, mantenendo il giusto decoro.
Nei Balcani invece si segnala specialmente in Bosnia e in Kosovo la presenza
di campi minati e ordigni inesplosi, non necessariamente segnalati, pertanto
è assolutamente sconsigliato avventurarsi in zone sconosciute e lontane dai
centri abitati. In Kosovo la situazione politica è instabile, l’Organizzazione
pertanto si riserva di annullare i campi o far rientrare i volontari laddove
esistesse un pericolo imminente di tumulti e violenze.